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martedì 5 febbraio 2019

Prima del Primo Re: Romolo e Remo raccontati dalle monete

Al cinema (e sui social) impazza “Il primo re”, film di Matteo Rovere dedicato alla nascita di Roma e al mito di Romolo e Remo
E nella testa della numismatica (cioè io!) si accende una lampadina. 
Potrei mai tacere delle monetine con la mitica lupa che allatta i due prodi in versione baby? Certo che no! 
Risaliamo allora alle origini delle origini di Roma. E per di più richiamando le rappresentazioni sul documento di Stato, la moneta.
Didrammo 'romano-campano' in argento, 269 a.C. ca
(Testa giovanile di Ercole / Lupa con gemelli)
Ph credit: lamoneta.it

domenica 23 settembre 2018

Di cavalieri, armi e monete. Alle origini della moneta romana

Alle origini c’era lei: la moneta d’argento chiamata denarius.
Sì, perché in fatto di creatività monetale i Romani non erano proprio dei draghi.
Almeno agli inizi.
Fino a quando, dopo esperimenti vari e sotto la spinta di specifiche esigenze, ecco la svolta: una coniazione autenticamente romana, originale dal punto di vista del sistema monetale e di quello tipologico (cioè delle immagini impresse sulle due facce della moneta).
Denario romano d'argento, 215/14 a.C.
Ph. cred.: acsearch.info

lunedì 16 luglio 2018

L'eroe che perse un sandalo e conquistò un regno

Un sandalo per raccontare una storia di eroi, lotte e oracoli spioni. Tutto questo sintetizzato e mixato su una monetina… Possibile?


1. Hemidracma d'argento di Larissa (Tessaglia), post 479 a.C. Testa di Giasone / Sandalo
Ph.credits: acsearch.info



C’era una volta... 

... un tipo ambizioso di nome Pelia che ambiva a dominare l'intera TessagliaPer questo, dopo aspra lotta, fece fuori il fratellastro Esone, re di Iolco, e i suoi discendenti. Ma la moglie di Esone riuscì, con astuzia tutta femminile, a salvare il neonato Giasone.

lunedì 26 febbraio 2018

I tanti volti della Numismatica

Tra gli Iconbook di Iconarteblog non potevano mancare loro:
i prestigiosi Atti del XV International Numismatic Congress (INC). 

Il Congresso rappresenta l'evento internazionale di maggiore prestigio nel campo della Numismatica mondiale e si tiene ogni sei anni in un Paese diverso. 
Nel 2015, tra il 21 e il 25 Settembre, il XV INC ha avuto una location d'eccezione: Taormina, sito di antica tradizione e meta turistica internazionale tra le più ricercate.

venerdì 10 novembre 2017

Per Bacco! Storie di vino, donne e politica

San Martino si avvicina. Le feste a tema sono iniziate da un po’: festa dell’uva, della vendemmia, del vino, del rosso, del bianco, etc. etc. 
Per queste occasioni si rispolvera spesso il buon vecchio Dioniso-Bacco, archetipo delle tradizioni enologiche. E che ci fa fare un figurone quando si tratta di unire vino e divino con un tocco di cultura...
Ma Dioniso è molto altro. Non soltanto dio pagano del pantheon, greco prima e romano dopo, e ‘scopritore/donatore del vino’: Dioniso è soprattutto simbolo di pienezza vitale, di una dimensione inebriante e liberatoria che conduce oltre il quotidiano. 
Vaso 'Borghese', Musée du Louvre, fine del I sec. a.C.,
particolare: Dioniso e Arianna
Ph.cred.: commons.wikimedia.org



martedì 19 settembre 2017

Bello, atletico e guerriero...

Tranquilli, non è il trailer di Spartaaaa 2-la-Resurrezione! 😂
Ma un originale Greek warrior! Un bel promachos ('combattente') che appare sulle dracme di Siracusa sul finire del V sec.a.C.


Siracusa, dracma d'argento, dal 415 a.C.
Ph.credit: acsearch.info

Nell'immaginario greco tutti gli 'eroi' sono nudi e anche il nostro lo è. 
Ha anche un nome, Leukaspis, ben indicato dalla scritta (legenda), visibile in basso ('taggato' insomma😁). 
E' pronto ad attaccare, con la lancia e lo scudo imbracciato. 
Ma chi è costui? Come ricorda la tradizione letteraria, Leukaspis era un eroe siculo che era stato fatto fuori niente-di-meno-che dal supereroe Eracle!

martedì 12 settembre 2017

Le armi della seduzione

Le monete raccontano storie di idee, cultura, politica. Come? 

Osserviamo questa immagine. Una figura femminile siede su uno sgabello, a gambe accavallate, una mano al fianco mentre con l’altra regge un elmo.


Didrammo d’argento di Tebe, 446-426 a.C.
(D/ Scudo beotico. R/Fig.femm. seduta con elmo in mano; THEBA)
www.coinarchives.com


È una dea guerriera? Atena? 
Ma ha anche una posa molto femminile e seducente… 
È Afrodite? 
C’è un elemento significativo che può aiutarci ad identificare la figura. Infatti, la moneta ha, oltre all’immagine, anche un testo, cioè la legenda. 

lunedì 29 maggio 2017

Tori, guerrieri e altre storie

Una visual storytelling di qualche secolo fa, venticinque, per l’esattezza. E una location molto speciale, Taormina, o meglio Tauromenion. Parliamo delle origini di un antico centro della Sicilia orientale (destinato alle note glorie internazionali, dal Grand Tour a Trump…) e degli inizi della sua storia ‘per immagini’: quella narrata dalle sue monete.


1. Litra bronzea di Tauromenion, 358 a.C. ca
Ph.cred.:Numismatica Ars Classica NAC AG


martedì 28 febbraio 2017

Dettagli fashion e dintorni...

Migliaia di immagini sono intorno a noi e sotto i nostri occhi. 
Ma quanti dettagli notiamo? 
Siamo ancora in grado di decodificare il particolare di un’immagine, specie se antica?

Prendiamo il caso della figura femminile caratterizzata da un attributo ben preciso: la cuffia che raccoglie e trattiene la capigliatura, detta sakkos o kekryphalos, a seconda che la stoffa fosse comune o pregiata. 
Dracma d'argento di Cnido, 500 a.C. circa (D/ Testa di leone)

martedì 10 gennaio 2017

Ma che bella civetta!

Parliamo di civette. Ma non nel senso di leggiadre fanciulle che fanno gli occhi dolci. O meglio, figure femminili ce ne sono nella nostra piccola storia, ma di un certo livello… 
1. Atene, tetradrammo d'argento, 440 a.C. ca
Ph.credit: acsearch.info
Parliamo di una potente divinità, signora della polis più famosa dell’antica Grecia, AteneLa dea ‘poliadica’ (della città) era, come è noto, AthenaTra i vari ambiti di competenza di Athena c’era anche quello della sapienza
E il suo animale-simbolo per eccellenza, era lei, la civetta. 

lunedì 2 gennaio 2017

Una dea per la Sicilia: grano, politica e altre storie

1. Statua in marmo, 410 a.C. ca, da Morgantina
(Aidone, Museo Archeologico)
Ph. credit: wikipedia
Come ti identifico il soggetto...
Prendiamo il caso della cosiddetta Dea di Morgantina, uno dei migliori originali della statuaria greca di età classica (1). Restituita nel 2011 dal Getty Museum insieme ad altri tesori trafugati da Morgantina (Enna), la statua ha posto un dilemma sostanziale: chi è costei? Afrodite o Demetra?

I dati derivati dal contesto archeologico di provenienza e dall’analisi stilistica non hanno fugato i dubbi. L’incertezza è dovuta soprattutto all’assenza di attributi che possano aiutare l’identificazione della figura femminile. 

Osserviamo un altro soggetto, presente su un supporto del tutto diverso per tipologia e dimensioni: la moneta.

giovedì 1 dicembre 2016

Io, il re leone (Roarrrrr!!!)

Per comunicare, si sa, l’immagine deve essere efficace. Figuriamoci poi su un documento ufficiale come la moneta antica, che sulla visual communication ha molto da insegnare a tutti noi.

Facciamo un bel viaggio nel tempo, alle origini della moneta
Elettro della Lidia, 600 a.C. ca
Photo credit: acsearch.info

venerdì 11 novembre 2016

Sandali, spose e fertility day

Una figura femminile si allaccia un sandalo. Un gesto molto femminile e senza tempo. 
Obolo d'argento di Larissa, 400 a.C. ca (R/. D/ Cavallo)
Ph.Credit: acsearch.info

Un atto banale, potremmo dire, che sembra quasi ‘fuori luogo’ lì, sulla moneta, su un documento ufficiale... E sappiamo bene come le immagini monetali trasmettessero idee e messaggi alla comunità. Insomma, roba importante. 
Ma in questo caso? 


mercoledì 12 ottobre 2016

Silenzio! Parla l'Imperatore

Comunicazione per immagini. Visual communication. Propaganda
Al di là delle definizioni, una cosa è certa: i Romani sapevano come rappresentare, manipolare, adattare concetti in immagini per fare ‘comunicazione’. E, per parlare di questo, cosa c’è di più adatto di un’iconografia che rappresenta l’atto comunicativo per eccellenza, il discorso, e per di più sulla moneta, il documento di Stato? 
Ed ecco l’Adlocutio, ovvero l’arringa dell’Imperatore romano alla truppe. 


Caligola, sesterzio, Roma, 37-38 d.C.
Ph. credit: coinarchives.com


mercoledì 14 settembre 2016

Nike. Per favore, non chiamatela Naik...

Università X. Esame di Numismatica.
Davanti alla foto di una bella moneta greca, la studentessa s’illumina ed esclama:- Si tratta di Naik!
Non ci soffermiamo sull’esito finale dell’esame né sulle considerazioni socio-culturali che se ne possono trarre. 
Questo simpatico episodio (giuro, realmente accaduto) mi ha dato l'input per avviare una brevissima riflessione su un’immagine (e un nome) molto attuale. E non soltanto per il famigerato legame con l’arcinoto brand commerciale. 
La Nike, la Victoria dei Romani, non può che starci bene in un anno, il 2016, che ha celebrato il grande spettacolo della XXXI Olimpiade moderna. 
Perché la Nike dei Greci è soprattutto agonistica, prima ancora che bellica. 
Nike di Delo, 550 a.C. circa. Atene, Museo Archeologico Nazionale
Ph.cred.: wikipedia


lunedì 29 agosto 2016

A me il potere!

Chi è la signora che siede su un magnifico seggio e tende la mano verso una grande pianta?

Tetradrammo d'argento di Cirene, 500 a.C. ca
Ph. credit: coinarchives.com


martedì 19 luglio 2016

Gossip e potere alla corte di Costantinopoli

Estate è anche …gossip! E noi ce ne occupiamo, a modo nostro.
Le chiacchiere più o meno incontrollate non sono certo invenzione moderna. 
Quante volte ci siamo chiesti davanti al sorriso smagliante della star hollywoodiana “Avrà pure uno straccio di problema…e qualche segreto più o meno inconfessabile!!!”.  
Beh, anche le antiche star del Roman Empire System furono prese di mira. E spesso con una malignità che neppure la Lucarelli!

Guardate questo splendido ritratto di Imperatrice. Un’immagine ‘patinata’ e del tutto sfarzosa che, intenzionalmente, vuole abbagliare l’osservatore.
L’elaborata acconciatura con capelli raccolti e trecce, il diadema a perle, i lunghi pendenti alle orecchie, i fili di perle al collo, la veste riccamente panneggiata e trattenuta sulla spalla da una preziosa fibula, la scritta (legenda) che la identifica…

Solido aureo di Aelia Eudoxia, Costantinopoli 402-403 d.C.
Ph.credit: icollector.com


lunedì 4 luglio 2016

Il volto femminile del potere: la dea di Himera

Qualche giorno fa, in occasione di un bell’evento (uno di quelli che ti fa amare ancora di più il tuo lavoro), abbiamo parlato di donne insieme alla storica dell’arte Valentina Certo. 
Non di donne comuni, ma di dee (e regine) della nostra terra, la Sicilia.
La moneta, il documento di Stato, con le sue immagini ci mostra i tanti volti che la figura femminile assumeva agli occhi dell’autorità emittente. Occhi maschili, ovviamente. E la moneta è prodotto di menti antiche in grado di pianificare una strategia ‘moderna’ di comunicazione, che sa bene utilizzare un potente social medium (passatemi la definizione) qual è la moneta.
Insomma, chi frequenta abitualmente questo spazio sa bene quante storie possiamo leggere tra le ‘righe’ delle immagini monetali!
Proviamo a raccontarne qualcuna, scegliendola tra quelle presentate l’altro pomeriggio.

Tetradrammo d'argento di Himera, 470 a.C. ca.
Ph.credits:  P.R. Franke - M. Hirmer, Die Griechische Münze, München 1964, tav. 21, 67


mercoledì 15 giugno 2016

La moneta è un tweet?

Tante volte, tra tweet e post di Iconarteblog, avrete notato #CoinAsTweet. La moneta è un tweet?



Noi (preciseremo dopo chi…) non abbiamo dubbi.  
Così come non abbiamo alcun dubbio (noi e tanti altri) che la moneta sia uno straordinario mezzo di comunicazione, uno strumento di vera e propria propaganda ideologica, politica e culturale, in particolare presso i Romani, in età repubblicana e imperiale. Anche se già in età classica ed ellenistica, soprattutto i sovrani (Alessandro Magno, per citare uno a caso…) seppero pianificare una comunicazione per immagini e testi davvero efficace.

venerdì 3 giugno 2016

Storie di cavalieri

Ogni immagine è un percorso, una storia
Le immagini seguono percorsi tortuosi attraverso i secoli. Per ogni iconografia, almeno nei suoi tratti essenziali, possiamo ricostruire una storia, prodotta dall’accumulo di strati di varianti e significati, anche millenaria. 
Come? Con un ‘saggio di scavo’ da veri archeologi dell’immaginario! 
Possiamo così recuperare ‘campioni’ di significato, cioè elementi utili e affidabili per avanzare un’interpretazione del soggetto.
La storia che seguiremo adesso prende spunto da una rappresentazione ben nota al repertorio iconografico cristiano: San Giorgio, a cavallo, uccide il drago; la sua lancia trafigge il mostro, simbolo del Male.
Icona russa con San Giorgio e il Drago, tardo XIV sec. - San Pietroburgo, Museo Russo
 (iconainarte.it/icone)