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mercoledì 14 novembre 2018

Donne alla fontana. Storie di vita ordinaria?

In tempi non lontani da noi, le nostre nonne si recavano alla fonte più vicina per raccogliere acqua. Si chinavano e poggiavano sotto il getto della fontana il vaso in terracotta o in altro materiale più moderno. 
Gesti antichissimi immortalati da foto color seppia, straordinariamente simili a gesti di donne di 2000 anni fa e oltre.
La fontana era fondamentale per la vita della comunità, anche dal punto di vista sociale. Era il luogo d’incontro, di scambio di informazioni, di pareri, di impressioni. Era “cosa di donne”.
Tutto questo nel vicino passato, come pure nel passato remoto.



Hydria attica a figure nere, 510-500 a.C - New York, Metropolitan Museum of Art
Ph credit: commons.wikimedia.org

domenica 23 settembre 2018

Di cavalieri, armi e monete. Alle origini della moneta romana

Alle origini c’era lei: la moneta d’argento chiamata denarius.
Sì, perché in fatto di creatività monetale i Romani non erano proprio dei draghi.
Almeno agli inizi.
Fino a quando, dopo esperimenti vari e sotto la spinta di specifiche esigenze, ecco la svolta: una coniazione autenticamente romana, originale dal punto di vista del sistema monetale e di quello tipologico (cioè delle immagini impresse sulle due facce della moneta).
Denario romano d'argento, 215/14 a.C.
Ph. cred.: acsearch.info

venerdì 10 novembre 2017

Per Bacco! Storie di vino, donne e politica

San Martino si avvicina. Le feste a tema sono iniziate da un po’: festa dell’uva, della vendemmia, del vino, del rosso, del bianco, etc. etc. 
Per queste occasioni si rispolvera spesso il buon vecchio Dioniso-Bacco, archetipo delle tradizioni enologiche. E che ci fa fare un figurone quando si tratta di unire vino e divino con un tocco di cultura...
Ma Dioniso è molto altro. Non soltanto dio pagano del pantheon, greco prima e romano dopo, e ‘scopritore/donatore del vino’: Dioniso è soprattutto simbolo di pienezza vitale, di una dimensione inebriante e liberatoria che conduce oltre il quotidiano. 
Vaso 'Borghese', Musée du Louvre, fine del I sec. a.C.,
particolare: Dioniso e Arianna
Ph.cred.: commons.wikimedia.org



martedì 19 settembre 2017

Bello, atletico e guerriero...

Tranquilli, non è il trailer di Spartaaaa 2-la-Resurrezione! 😂
Ma un originale Greek warrior! Un bel promachos ('combattente') che appare sulle dracme di Siracusa sul finire del V sec.a.C.


Siracusa, dracma d'argento, dal 415 a.C.
Ph.credit: acsearch.info

Nell'immaginario greco tutti gli 'eroi' sono nudi e anche il nostro lo è. 
Ha anche un nome, Leukaspis, ben indicato dalla scritta (legenda), visibile in basso ('taggato' insomma😁). 
E' pronto ad attaccare, con la lancia e lo scudo imbracciato. 
Ma chi è costui? Come ricorda la tradizione letteraria, Leukaspis era un eroe siculo che era stato fatto fuori niente-di-meno-che dal supereroe Eracle!

martedì 10 gennaio 2017

Ma che bella civetta!

Parliamo di civette. Ma non nel senso di leggiadre fanciulle che fanno gli occhi dolci. O meglio, figure femminili ce ne sono nella nostra piccola storia, ma di un certo livello… 
1. Atene, tetradrammo d'argento, 440 a.C. ca
Ph.credit: acsearch.info
Parliamo di una potente divinità, signora della polis più famosa dell’antica Grecia, AteneLa dea ‘poliadica’ (della città) era, come è noto, AthenaTra i vari ambiti di competenza di Athena c’era anche quello della sapienza
E il suo animale-simbolo per eccellenza, era lei, la civetta. 

lunedì 2 gennaio 2017

Una dea per la Sicilia: grano, politica e altre storie

1. Statua in marmo, 410 a.C. ca, da Morgantina
(Aidone, Museo Archeologico)
Ph. credit: wikipedia
Come ti identifico il soggetto...
Prendiamo il caso della cosiddetta Dea di Morgantina, uno dei migliori originali della statuaria greca di età classica (1). Restituita nel 2011 dal Getty Museum insieme ad altri tesori trafugati da Morgantina (Enna), la statua ha posto un dilemma sostanziale: chi è costei? Afrodite o Demetra?

I dati derivati dal contesto archeologico di provenienza e dall’analisi stilistica non hanno fugato i dubbi. L’incertezza è dovuta soprattutto all’assenza di attributi che possano aiutare l’identificazione della figura femminile. 

Osserviamo un altro soggetto, presente su un supporto del tutto diverso per tipologia e dimensioni: la moneta.

mercoledì 12 ottobre 2016

Silenzio! Parla l'Imperatore

Comunicazione per immagini. Visual communication. Propaganda
Al di là delle definizioni, una cosa è certa: i Romani sapevano come rappresentare, manipolare, adattare concetti in immagini per fare ‘comunicazione’. E, per parlare di questo, cosa c’è di più adatto di un’iconografia che rappresenta l’atto comunicativo per eccellenza, il discorso, e per di più sulla moneta, il documento di Stato? 
Ed ecco l’Adlocutio, ovvero l’arringa dell’Imperatore romano alla truppe. 


Caligola, sesterzio, Roma, 37-38 d.C.
Ph. credit: coinarchives.com


lunedì 4 luglio 2016

Il volto femminile del potere: la dea di Himera

Qualche giorno fa, in occasione di un bell’evento (uno di quelli che ti fa amare ancora di più il tuo lavoro), abbiamo parlato di donne insieme alla storica dell’arte Valentina Certo. 
Non di donne comuni, ma di dee (e regine) della nostra terra, la Sicilia.
La moneta, il documento di Stato, con le sue immagini ci mostra i tanti volti che la figura femminile assumeva agli occhi dell’autorità emittente. Occhi maschili, ovviamente. E la moneta è prodotto di menti antiche in grado di pianificare una strategia ‘moderna’ di comunicazione, che sa bene utilizzare un potente social medium (passatemi la definizione) qual è la moneta.
Insomma, chi frequenta abitualmente questo spazio sa bene quante storie possiamo leggere tra le ‘righe’ delle immagini monetali!
Proviamo a raccontarne qualcuna, scegliendola tra quelle presentate l’altro pomeriggio.

Tetradrammo d'argento di Himera, 470 a.C. ca.
Ph.credits:  P.R. Franke - M. Hirmer, Die Griechische Münze, München 1964, tav. 21, 67


mercoledì 15 giugno 2016

La moneta è un tweet?

Tante volte, tra tweet e post di Iconarteblog, avrete notato #CoinAsTweet. La moneta è un tweet?



Noi (preciseremo dopo chi…) non abbiamo dubbi.  
Così come non abbiamo alcun dubbio (noi e tanti altri) che la moneta sia uno straordinario mezzo di comunicazione, uno strumento di vera e propria propaganda ideologica, politica e culturale, in particolare presso i Romani, in età repubblicana e imperiale. Anche se già in età classica ed ellenistica, soprattutto i sovrani (Alessandro Magno, per citare uno a caso…) seppero pianificare una comunicazione per immagini e testi davvero efficace.

venerdì 22 aprile 2016

Himera, Hyele e le altre... La Città è donna!

Per la serie: #pubblicitànonocculta...


Chi sono le 'Ninfe eponime di Città'?
Una definizione ‘non facile’ per indicare le personificazioni delle antiche città greche. Ebbene sì: i Greci (ma poi anche i Romani) davano sembianze umane anche a entità astratte (Eros, Homonoia/Concordia, Pistis/Fides…)  o concrete come, appunto, la polis, la città che, d’altra parte, è… di genere femminile!

Ma perché lo Stato fa imprimere queste figure sulla moneta, il suo documento ufficiale (una specie di ‘biglietto da visita’…)? 
Semplice volontà di auto-rappresentazione? 
E in che modo si rappresenta?

martedì 29 marzo 2016

Un grande storyteller: Augusto!

Si sa, Ottaviano Augusto era uno davvero tosto. Non a caso fondò un Impero, mica robetta da poco. 
E, da grande politico qual era, capì fino in fondo quanto fosse importante comunicare per creare il consensus sociale e una solida base politica. Il suo era stato un compromesso storico senza uguali tra istituzioni repubblicane e autorità personale. E questa ‘rivoluzione’ ebbe risvolti molti marcati anche in senso culturale, come ci ha ben insegnato Paul Zanker col suo ormai mitico saggio Augusto e il potere delle immagini.


Gemma Augustea, cammeo in onice, 10 d.C.
(Kunsthistorisches Museum, Vienna)


mercoledì 9 marzo 2016

Antiche vittime tra mito e storia

Di rappresentazioni brutali, si sa, è piena l'arte di ogni tempo. Ma certamente le figure di donne vittime di violenze a tutte le latitudini e in tutte le epoche dovevano avere (e hanno) un forte impatto sull'osservatore. 
Hydria attica a figure rosse del Pittore di Kleophrades, 480-475 a.C.
(Napoli, Museo Archeologico Nazionale)
Queste donne sono caratterizzate da gesti e segni destinati ad avere una grande fortuna nell'immaginario comune di età romana e anche oltre.

giovedì 25 febbraio 2016

Archeosocial. Come ti comunico la comunicazione social!


Oggi niente iconografia. 
Cambiamento drastico di contenuti? Niente affatto, anzi! 
Parliamo di metodi e strumenti della comunicazione
Certo è una riflessione che, ci si augura, un comunicatore (o aspirante tale) dovrebbe fare spesso. Fermarsi e riflettere. Comunico nel modo corretto? Uso gli strumenti adeguati? 
Nello specifico, la mia non è stata una riflessione solitaria ma si è sviluppata nel contesto più favorevole possibile.

Ma andiamo per ordine. 


Foto: Professione Archeologo