giovedì 23 giugno 2016

Cosa ci racconta la moneta antica?

Una bella infografica è quella che ci vuole! Ecco cos'ho pensato. 
Mi sono posta tante volte delle domande e fatto delle riflessioni su come comunicare, o almeno provare a comunicare la Numismatica... materia (diciamocelo) guardata spesso con scarso interesse/noia e/o incapacità di associare alla parola un concetto chiaro e univoco. "Davvero collezioni francobolli?", anche questo mi è toccato di sentire, come ho detto di recente a Professione Archeologo.

E allora eccoci qui! Adoro sperimentare nuove forme di comunicazione (le slide ppt fanno già parte del dna di tutti noi). Oggi ci provo con queste '4 parole': 4 punti in elenco che sintetizzano alcuni aspetti fondamentali del 'racconto' monetale. 
Certo il valore storico e archeologico della moneta è molto più complesso, ma una sintesi è necessaria per cominciare a scoprire il fantastico mondo della moneta antica!  



martedì 21 giugno 2016

#ArcheoWeek 2016. Be social!

Venerdì scorso 17 giugno si è conclusa la #ArcheoWeek lanciata dalla Francia come live tweeting e che ha visto una bella partecipazione anche da parte italiana.

Musei e appassionati hanno twittato su cinque diversi hashtag, un tema diverso al giorno. 


[Agenda] Du 13 au 17 juin 2016, l'#Archeoweek revient avec @Inrap @jna_officiel @Archeonationale #archeo #JNA16 https://t.co/ohh0NAxHa5


mercoledì 15 giugno 2016

La moneta è un tweet?

Tante volte, tra tweet e post di Iconarteblog, avrete notato #CoinAsTweet. La moneta è un tweet?



Noi (preciseremo dopo chi…) non abbiamo dubbi.  
Così come non abbiamo alcun dubbio (noi e tanti altri) che la moneta sia uno straordinario mezzo di comunicazione, uno strumento di vera e propria propaganda ideologica, politica e culturale, in particolare presso i Romani, in età repubblicana e imperiale. Anche se già in età classica ed ellenistica, soprattutto i sovrani (Alessandro Magno, per citare uno a caso…) seppero pianificare una comunicazione per immagini e testi davvero efficace.

venerdì 3 giugno 2016

Storie di cavalieri

Ogni immagine è un percorso, una storia
Le immagini seguono percorsi tortuosi attraverso i secoli. Per ogni iconografia, almeno nei suoi tratti essenziali, possiamo ricostruire una storia, prodotta dall’accumulo di strati di varianti e significati, anche millenaria. 
Come? Con un ‘saggio di scavo’ da veri archeologi dell’immaginario! 
Possiamo così recuperare ‘campioni’ di significato, cioè elementi utili e affidabili per avanzare un’interpretazione del soggetto.
La storia che seguiremo adesso prende spunto da una rappresentazione ben nota al repertorio iconografico cristiano: San Giorgio, a cavallo, uccide il drago; la sua lancia trafigge il mostro, simbolo del Male.
Icona russa con San Giorgio e il Drago, tardo XIV sec. - San Pietroburgo, Museo Russo
 (iconainarte.it/icone)

venerdì 22 aprile 2016

Himera, Hyele e le altre... La Città è donna!

Per la serie: #pubblicitànonocculta...


Chi sono le 'Ninfe eponime di Città'?
Una definizione ‘non facile’ per indicare le personificazioni delle antiche città greche. Ebbene sì: i Greci (ma poi anche i Romani) davano sembianze umane anche a entità astratte (Eros, Homonoia/Concordia, Pistis/Fides…)  o concrete come, appunto, la polis, la città che, d’altra parte, è… di genere femminile!

Ma perché lo Stato fa imprimere queste figure sulla moneta, il suo documento ufficiale (una specie di ‘biglietto da visita’…)? 
Semplice volontà di auto-rappresentazione? 
E in che modo si rappresenta?

martedì 29 marzo 2016

Un grande storyteller: Augusto!

Si sa, Ottaviano Augusto era uno davvero tosto. Non a caso fondò un Impero, mica robetta da poco. 
E, da grande politico qual era, capì fino in fondo quanto fosse importante comunicare per creare il consensus sociale e una solida base politica. Il suo era stato un compromesso storico senza uguali tra istituzioni repubblicane e autorità personale. E questa ‘rivoluzione’ ebbe risvolti molti marcati anche in senso culturale, come ci ha ben insegnato Paul Zanker col suo ormai mitico saggio Augusto e il potere delle immagini.


Gemma Augustea, cammeo in onice, 10 d.C.
(Kunsthistorisches Museum, Vienna)


mercoledì 9 marzo 2016

Antiche vittime tra mito e storia

Di rappresentazioni brutali, si sa, è piena l'arte di ogni tempo. Ma certamente le figure di donne vittime di violenze a tutte le latitudini e in tutte le epoche dovevano avere (e hanno) un forte impatto sull'osservatore. 
Hydria attica a figure rosse del Pittore di Kleophrades, 480-475 a.C.
(Napoli, Museo Archeologico Nazionale)
Queste donne sono caratterizzate da gesti e segni destinati ad avere una grande fortuna nell'immaginario comune di età romana e anche oltre.