martedì 28 febbraio 2017

Dettagli fashion e dintorni...

Migliaia di immagini sono intorno a noi e sotto i nostri occhi. 
Ma quanti dettagli notiamo? 
Siamo ancora in grado di decodificare il particolare di un’immagine, specie se antica?

Prendiamo il caso della figura femminile caratterizzata da un attributo ben preciso: la cuffia che raccoglie e trattiene la capigliatura, detta sakkos o kekryphalos, a seconda che la stoffa fosse comune o pregiata. 
Dracma d'argento di Cnido, 500 a.C. circa (D/ Testa di leone)

martedì 24 gennaio 2017

Sono stata nominata!!!

No, non stiamo parlando del Grande Fratello o roba simile, ma di qualcosa di molto più gratificante. Soprattutto per chi, come la sottoscritta, nella blogsfera bazzica soltanto da un anno (primo post 8 febbraio 2016, con pagina facebook già nel 2015).

Insomma, una bella mattina di qualche giorno fa scopro online che è stato fatto il mio nome (e quello di Iconarteblog) da due colleghe archeoblogger, amiche social che ho avuto il piacere di incontrare qualche tempo fa. Ma non due blogger qualsiasi (che già essere archeoblogger…): Antonia Falcone e Domenica Pate di Professione Archeologo, ‘il punto di riferimento in rete per gli archeologi professionisti’. 

martedì 10 gennaio 2017

Ma che bella civetta!

Parliamo di civette. Ma non nel senso di leggiadre fanciulle che fanno gli occhi dolci. O meglio, figure femminili ce ne sono nella nostra piccola storia, ma di un certo livello… 
1. Atene, tetradrammo d'argento, 440 a.C. ca
Ph.credit: acsearch.info
Parliamo di una potente divinità, signora della polis più famosa dell’antica Grecia, AteneLa dea ‘poliadica’ (della città) era, come è noto, AthenaTra i vari ambiti di competenza di Athena c’era anche quello della sapienza
E il suo animale-simbolo per eccellenza, era lei, la civetta. 

lunedì 2 gennaio 2017

Una dea per la Sicilia: grano, politica e altre storie

1. Statua in marmo, 410 a.C. ca, da Morgantina
(Aidone, Museo Archeologico)
Ph. credit: wikipedia
Come ti identifico il soggetto...
Prendiamo il caso della cosiddetta Dea di Morgantina, uno dei migliori originali della statuaria greca di età classica (1). Restituita nel 2011 dal Getty Museum insieme ad altri tesori trafugati da Morgantina (Enna), la statua ha posto un dilemma sostanziale: chi è costei? Afrodite o Demetra?

I dati derivati dal contesto archeologico di provenienza e dall’analisi stilistica non hanno fugato i dubbi. L’incertezza è dovuta soprattutto all’assenza di attributi che possano aiutare l’identificazione della figura femminile. 

Osserviamo un altro soggetto, presente su un supporto del tutto diverso per tipologia e dimensioni: la moneta.

giovedì 1 dicembre 2016

Io, il re leone (Roarrrrr!!!)

Per comunicare, si sa, l’immagine deve essere efficace. Figuriamoci poi su un documento ufficiale come la moneta antica, che sulla visual communication ha molto da insegnare a tutti noi.

Facciamo un bel viaggio nel tempo, alle origini della moneta
Elettro della Lidia, 600 a.C. ca
Photo credit: acsearch.info

venerdì 11 novembre 2016

Sandali, spose e fertility day

Una figura femminile si allaccia un sandalo. Un gesto molto femminile e senza tempo. 
Obolo d'argento di Larissa, 400 a.C. ca (R/. D/ Cavallo)
Ph.Credit: acsearch.info

Un atto banale, potremmo dire, che sembra quasi ‘fuori luogo’ lì, sulla moneta, su un documento ufficiale... E sappiamo bene come le immagini monetali trasmettessero idee e messaggi alla comunità. Insomma, roba importante. 
Ma in questo caso? 


mercoledì 12 ottobre 2016

Silenzio! Parla l'Imperatore

Comunicazione per immagini. Visual communication. Propaganda
Al di là delle definizioni, una cosa è certa: i Romani sapevano come rappresentare, manipolare, adattare concetti in immagini per fare ‘comunicazione’. E, per parlare di questo, cosa c’è di più adatto di un’iconografia che rappresenta l’atto comunicativo per eccellenza, il discorso, e per di più sulla moneta, il documento di Stato? 
Ed ecco l’Adlocutio, ovvero l’arringa dell’Imperatore romano alla truppe. 


Caligola, sesterzio, Roma, 37-38 d.C.
Ph. credit: coinarchives.com