martedì 10 gennaio 2017

Ma che bella civetta!

Parliamo di civette. Ma non nel senso di leggiadre fanciulle che fanno gli occhi dolci. O meglio, figure femminili ce ne sono nella nostra piccola storia, ma di un certo livello… 
1. Atene, tetradrammo d'argento, 440 a.C. ca
Ph.credit: acsearch.info
Parliamo di una potente divinità, signora della polis più famosa dell’antica Grecia, AteneLa dea ‘poliadica’ (della città) era, come è noto, AthenaTra i vari ambiti di competenza di Athena c’era anche quello della sapienza
E il suo animale-simbolo per eccellenza, era lei, la civetta. 

lunedì 2 gennaio 2017

Una dea per la Sicilia: grano, politica e altre storie

1. Statua in marmo, 410 a.C. ca, da Morgantina
(Aidone, Museo Archeologico)
Ph. credit: wikipedia
Come ti identifico il soggetto...
Prendiamo il caso della cosiddetta Dea di Morgantina, uno dei migliori originali della statuaria greca di età classica (1). Restituita nel 2011 dal Getty Museum insieme ad altri tesori trafugati da Morgantina (Enna), la statua ha posto un dilemma sostanziale: chi è costei? Afrodite o Demetra?

I dati derivati dal contesto archeologico di provenienza e dall’analisi stilistica non hanno fugato i dubbi. L’incertezza è dovuta soprattutto all’assenza di attributi che possano aiutare l’identificazione della figura femminile. 

Osserviamo un altro soggetto, presente su un supporto del tutto diverso per tipologia e dimensioni: la moneta.

giovedì 1 dicembre 2016

Io, il re leone (Roarrrrr!!!)

Per comunicare, si sa, l’immagine deve essere efficace. Figuriamoci poi su un documento ufficiale come la moneta antica, che sulla visual communication ha molto da insegnare a tutti noi.

Facciamo un bel viaggio nel tempo, alle origini della moneta
Elettro della Lidia, 600 a.C. ca
Photo credit: acsearch.info

venerdì 11 novembre 2016

Sandali, spose e fertility day

Una figura femminile si allaccia un sandalo. Un gesto molto femminile e senza tempo. 
Obolo d'argento di Larissa, 400 a.C. ca (R/. D/ Cavallo)
Ph.Credit: acsearch.info

Un atto banale, potremmo dire, che sembra quasi ‘fuori luogo’ lì, sulla moneta, su un documento ufficiale... E sappiamo bene come le immagini monetali trasmettessero idee e messaggi alla comunità. Insomma, roba importante. 
Ma in questo caso? 


mercoledì 12 ottobre 2016

Silenzio! Parla l'Imperatore

Comunicazione per immagini. Visual communication. Propaganda
Al di là delle definizioni, una cosa è certa: i Romani sapevano come rappresentare, manipolare, adattare concetti in immagini per fare ‘comunicazione’. E, per parlare di questo, cosa c’è di più adatto di un’iconografia che rappresenta l’atto comunicativo per eccellenza, il discorso, e per di più sulla moneta, il documento di Stato? 
Ed ecco l’Adlocutio, ovvero l’arringa dell’Imperatore romano alla truppe. 


Caligola, sesterzio, Roma, 37-38 d.C.
Ph. credit: coinarchives.com


mercoledì 14 settembre 2016

Nike. Per favore, non chiamatela Naik...

Università X. Esame di Numismatica.
Davanti alla foto di una bella moneta greca, la studentessa s’illumina ed esclama:- Si tratta di Naik!
Non ci soffermiamo sull’esito finale dell’esame né sulle considerazioni socio-culturali che se ne possono trarre. 
Questo simpatico episodio (giuro, realmente accaduto) mi ha dato l'input per avviare una brevissima riflessione su un’immagine (e un nome) molto attuale. E non soltanto per il famigerato legame con l’arcinoto brand commerciale. 
La Nike, la Victoria dei Romani, non può che starci bene in un anno, il 2016, che ha celebrato il grande spettacolo della XXXI Olimpiade moderna. 
Perché la Nike dei Greci è soprattutto agonistica, prima ancora che bellica. 
Nike di Delo, 550 a.C. circa. Atene, Museo Archeologico Nazionale
Ph.cred.: wikipedia


lunedì 29 agosto 2016

A me il potere!

Chi è la signora che siede su un magnifico seggio e tende la mano verso una grande pianta?

Tetradrammo d'argento di Cirene, 500 a.C. ca
Ph. credit: coinarchives.com